Alcune delle persone aiutate nel 2025, quasi tutte donne, hanno raccontato la loro storia. La maggior parte non sa né leggere né scrivere per cui le testimonianze sono state raccolte verbalmente e poi scritte dalle maestre a Belén, che sono anche le coordinatrici dei vari nostri progetti.
Ci sono dei tratti comuni a tutte le storie che rivelano una triste realtà sociale che, a partire dai singoli casi di queste donne, possono essere generalizzate, purtroppo, all’intero paese. Si tratta di una realtà fatta di abbandoni e violenze dove l’uomo, il padre, il marito, il compagno, salvo rarissime eccezioni, appare totalmente inaffidabile nell’ambito della vita famigliare. Anche quando dà l’impressione di essere responsabile, poco tempo dopo si rivela “come tutti gli altri”, irresponsabile, approfittatore, despota e violento.
Molte donne accettano le tristi condizioni nelle quali vivono, tacendo anche sugli abusi fatti alle figlie, per questioni di sopravvivenza.
Per fortuna molte di esse, e sempre di più, stanno alzando la testa e trovano, anche se non subito, la forza di ribellarsi e di andare a vivere per conto loro, senza più dover dipendere da un uomo. Ed è qui che il nostro appoggio si fa molto prezioso dando ad esse la possibilità, con una piccola abitazione tutta loro, di vivere in libertà e di poter crescere i loro figli in un ambiente un tantino migliore, per lo meno protetti da quattro mura e non più sotto precarie plastiche.